1teofilo1
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Oggetto: La vocazione di Amos Ven Mag 30, 2008 10:50 pm |
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LA VOCAZIONE DI AMOS E L'APOSTATA AMATSIA: FEDE E CORRUZIONE A CONFRONTO
Come gli altri profeti, anche il profeta Amos ha avuto, in tutta la pienezza del termine, un ministerio profetico e ha sostenuto un'azione rilevante su coloro che lo circondavano, esortando di continuo e rimproverando nel Nome di Dio e compiendo appieno l'ufficio di araldo del Signore. Il profeta Amos è uno dei dodici profeti che correntemente sono detti "minori" non perché l'aggettivo sia riferito alla loro grandezza religiosa e morale, né alla grandezza della missione che essi hanno avuto da compiere e neppure riguardo al "peso storico" che essi hanno potuto avere bei confronti dei loro contemporanei. Ma sono detti "minori", in una maniera molto più prosaica, riferendosi semplicemente al numero delle pagine del libro che nella Bibbia porta il loro nome.
È dunque, una questione di dimensioni libraria, non è affatto una questione di apertura spirituale. Quindi si sappia bene; coloro che pur usualmente sono chiamati profeti minoti sono veramente delle grandi figure bibliche! Giustamente il profeta Amos può essere considerato, fra essi, come il loro rappresentante più titolato e il più anziano dei profeti scrittori d'Israele. Abbiamo altri profeti che vissero prima di lui e la cui biografia ci è conosciuta: Mosé, Samuele, Elia. Eliseo; ma il libro di Amos è il più antico dei libri di predicazioni profetiche.
Per riportarci alla sua epoca, dobbiamo risalire nell'ordine del tempo probabilmente intorno all'anno 760 a.C. Altri studiosi indicano per ministerio di Amos un'epoca ancora più remota, cioè fra il 810 e il 785 a.C. Siamo addirittura, quindi, in un periodo antecedente alla fondazione di Roma! Che correntemente gli storici pongono nell'anno 756 a.C. Mi rallegro di parlare del profeta Amos, perché sono certo che occupandoci di lui vedremo sparire due obiezioni che potrebbero affiorare sul nostro animo, nello studio dei profeti dell' Antico Testamento.
La prima obiezione potrebbe riassumersi nel fatto che dinanzi a degli uomini come Isaia, Geremia, Ezechiele, noi siamo tentati di pensare che essendo stati uomini a parte che per la nascita e per il loro ambiente, essi erano destinati alla carriera di profeta che ben si apriva davanti a loro. Erano, come dire, dei professionisti del profetismo e allora possiamo concludere che i profeti erano di un ceto particolare. Invece con Amos, e altri profeti ancora, vediamo che tale nostra obiezione è errata: il Signore chiamava a profetizzare secondo un Suo giudizio, le persone, anche le più disparate. Del resto basta ricordare il profeta Eliseo che Elia va, secondo l'ordine del continua |
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