1teofilo1
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Oggetto: ABUSO DEI METODI DI GUARIGIONE Gio Apr 17, 2008 9:47 pm |
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ABUSO DEI METODI DI GUARIGIONE
In molti ambienti si è sviluppato un abuso dei metodi di guarigione, si è andato oltre quello che la Scrittura insegna, utilizzando prassi che non trovano conferma Biblica. Ribadiamo fermamente che il modello della Chiesa apostolica é sempre valido ed ad esso deve far sempre riferimento la Chiesa di ogni tempo, in quanto tutte le pseudo rivelazioni o novità non fanno altro che eludere o scardinare il solido fondamento della Parola di Dio.
IDEE ERRATE SULL'IMPOSIZIONE DELLE MANI
a) Il credente trasmettitore di potenza Per molti l'imposizione delle mani, va al di là del segno di fede e di compartecipazione alla sofferenza altrui, perché tale pratica è considerata un mezzo per trasmettere la potenza guaritrice: "Quando imponete le vostre mani sui malati nel nome di Gesù, il potere dello Spirito Santo scorre attraverso le vostre mani sul quel corpo e la guarigione arriva" (Paul Yonggi Cho, Vivere con successo E.U.N. pag.177). Quelli che accettano quest'idea affermano che la pratica dell'imposizione delle mani in tutta la Scrittura include il trasferimento di qualcosa dall'una all'altra parte. Fanno riferimento a Giacobbe che impose le mani ai nipoti Efraim e Manasse per trasmettergli la benedizione; a Mosè il quale con l'imposizione delle mani trasferì a Giosuè la sua autorità. Per il Nuovo Testamento si richiama ai diversi episodi nei quali Gesù ha compiuto delle guarigioni toccando gli infermi, affermando che per mezzo del contatto fisico, le virtù guaritrici fluiva dalla Sua persona all'ammalato. Alcuni testi utilizzati per fare reggere quest'idea sono i seguenti: Luca 6:19: "Quelli che erano tormentati da spiriti immondi erano guariti; e tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva un potere che guariva tutti". Luca 8:46: "Ma Gesù replicò: "Qualcuno mi ha toccato, perché ho sentito che una potenza è uscita da me". Costoro asseriscono che come la potenza di Dio si trasferiva da Gesù ai malati allo stesso modo perché il potere di Dio dimora in ogni credente per lo Spirito Santo, tutti i credenti sono in grado di trasmettere questa potenza di vita ad ogni individuo che necessità della guarigione. Lungi da noi il pensiero di negare la virtù sanatrice che usciva da Cristo, occorre però ricordare qualcosa che costoro dimenticano e cioè il fatto che Gesù è Dio. Per questo da Lui poteva uscire la virtù e la potenza liberatrice. L'idea del credente come trasmettitore del potere divino è completamente estranea all'insegnamento biblico. Infatti, nella Scrittura non troviamo nessun riferimento a poteri magnetici o psichici che fuoriescono dagli uomini e favoriscono la salute dei malati. Se così fosse il credente potrebbe andare in giro imponendo le mani per trasferire lo Spirito Santo in tutti gli uomini, così potremmo avere finalmente un mondo migliore dove regna l'amore e la giustizia e dove tutti stanno bene in salute, ma sappiamo che è una mera utopia. A riprova di quanto sia inconsistente questa idea basta il considerevole numero di guarigioni avvenute senza nessun contatto fisico dell'ammalato col Cristo. Un esempio per tutti, i dieci lebbrosi. In questo caso non c'è stato contatto fisico, ma pure la guarigione è avvenuta lo stesso perché vi era la condizione richiesta, cioè la fede che fa sprigionare il potere di Dio. In un'altra occasione di guarigione dalla lebbra invece, il Salvatore toccò l'infermo. Avrebbe potuto sanarlo come negli altri casi senza imporgli le mani, eppure lo tocca perché Egli non teme il contagio; testifica in quel modo la Sua superiorità sul potere nefasto della lebbra. Inoltre con quel gesto, infuse fiducia nel malato, che forse per la prima volta dopo la malattia si è sentito amato e compreso da un individuo assolutamente fuori dal comune modo di essere pieno di bontà e pietà. Il lebbroso probabilmente sapeva del potere guaritore di Gesù, ma con quel tocco ne ebbe la certezza così la fede del malato suffragata dall'azione di Gesù rese possibile il miracolo. Questo é un perfetto esempio di quale sia il senso dell'imposizione delle mani; qui ancora una volta è provato che si tratta di un'immedesimazione con i mali dell'uomo e non di un mezzo per trasferire il potere di Dio.
b) Imposizione delle mani come potere sensitivo Qualcuno falsamente crede che quando s'impongono le mani, lo Spirito Santo rivela il male da cui è affetto l'infermo: "Poi sperimentai un nuovo fenomeno. Divenni talmente sensibile che quando imponevo le mani a qualche malato che non conoscevo, capivo subito che malattia avesse. Per provare se ciò che sentivo era vero andai in ospedali e ripetei l'esperimento con tanti malati, dei quali i medici non trovavano la ragione della malattia e toccando ogni paziente sapevo subito quale organo fosse malato" (John G. Lake, Il deserto fiorirà). Tutto questo è tanto lontano dalla Scrittura che ci sembra superfluo soffermarci a confutarlo. Si vuole soltanto ricordare che in nessun verso si legge che qualcuno abbia imposto le mani per conoscere la malattia della persona. Non si vede nemmeno l'utilità di conoscere tutti i dettagli di una malattia, quando poi manca la fede per ottenere la guarigione da Dio. Si osservi dalla citazione che il nostro interlocutore non si è preoccupato di vedere se quanto gli accadesse fosse accertato dalla Scrittura, bensì se quello strano fenomeno si ripetesse. Di certo, senza paura di sbagliare, possiamo affermare che tali poteri non provengono sicuramente dallo Spirito di Dio, ma sono dovuti a poteri sensitivi o a poteri connessi con l'azione diabolica.
continua |
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