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L’uomo e la donna — Cristo e la Chiesa

Charles Henry Mackintosh

Essendo stata messa in ordine ogni cosa, non mancava che un capo per prenderne la direzione. «Poi Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sul bestiame e su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra. E Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. E Dio li benedisse; e Dio disse loro: "Crescete e moltiplicate e riempite la terra e rendetevela soggetta, e dominate sul pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sopra la terra"». Il lettore osserverà che dopo aver parlato dell’uomo al singolare, la Scrittura ne parla al plurale: dopo aver detto «egli lo creò», dice: «Egli li creò» e: «Dio li benedisse» (versetti 27-28).

La formazione della donna è introdotta, in effetti, solo nel capitolo seguente, benché già qui Iddio «li» benedica e e «rimetta loro» il governo universale. Tutti gli ordini inferiori del creato sono posti sotto il loro comune dominio: Eva è benedetta di ogni benedizione in Adamo, ed è anche da lui che trae tutta la sua dignità. Per quanto non ancora chiamata all’esistenza, essa è nei disegni di Dio considerata come una parte dell’uomo: «I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che m’eran destinati, quando nessuno d’essi era sorto ancora» (Salmo 139:16). Così è della Chiesa, la Sposa del secondo Adamo. Dall’eternità essa era vista in Cristo suo capo e suo Signore, come è scritto nel capitolo 1 dell’Epistola agli Efesi: «Siccome in Lui ci ha eletti, prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui nell’amore». Prima che un solo membro della Chiesa avesse ricevuto il primo alito di vita, erano tutti, nel pensiero eterno di Dio, «predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figliuolo». I consigli di Dio hanno fatto della Chiesa una parte necessaria dell’uomo mistico; perciò la Chiesa è chiamata «la pienezza di Colui che porta a compimento ogni cosa in tutti» (Efesi 1:23).

È molto comune l’idea che la redenzione non abbia altro oggetto che la benedizione e la sicurezza delle anime individualmente; questo modo di vedere è del tutto al disotto del vero. Indubbiamente è ben vero che tutto ciò che costituisce la parte dell’individuo in qualunque senso è in perfetta sicurezza, ne sia benedetto Iddio; ma questa è, tuttavia, la parte meno importante della redenzione. Una verità infinitamente superiore è il fatto che la gloria di Cristo è unita e legata all’esistenza della Chiesa. Se, sull’autorità della Scrittura, ho diritto di considerarmi come parte costituente di ciò che, di fatto, è necessario a Cristo, non posso dubitare che non vi sia abbondantemente in Lui tutto quello di cui posso aver bisogno personalmente. Non è forse la Chiesa necessaria a Cristo, il Secondo Uomo? «Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che gli sia convenevole» (Gen. 2:18). E ancora: «Poiché l’uomo non viene dalla donna, ma la donna dall’uomo; e l’uomo non fu creato a motivo della donna; ma la donna a motivo dell’uomo... D’altronde, nel Signore, né la donna è senza l’uomo, né l’uomo senza la donna; poiché, siccome la donna viene dall’uomo, così anche l’uomo esiste per mezzo della donna, ed ogni cosa è da Dio» (1 Cor. 11:8-12). Non si tratta dunque solo di sapere se Dio può salvare un povero peccatore privo d’ogni forza; di sapere se Egli può togliere i peccati e ricevere a sè il peccatore in virtù della giustizia divina; ma Dio ha detto: «Non è bene che l’uomo sia solo»; non ha lasciato il «primo uomo» senza un aiuto simile a lui e non lascerà il Secondo Uomo senza un aiuto che gli sia convenevole. Senza Eva vi sarebbe stata una lacuna nella prima creazione, e senza la Chiesa, la Sposa, vi sarebbe una lacuna nella nuova creazione.

Consideriamo ora in che modo Eva fu chiamata all’esistenza, benché anticipiamo sul capitolo seguente. In tutto il creato, non si trovava per Adamo un aiuto che fosse simile a lui. Un profondo sonno deve cadere su di lui affinché, da una parte di se stesso, sia formata una compagna che condivida con lui la sua dominazione e la sua benedizione. «E l’Eterno Iddio fece cadere un profondo sonno sull’uomo che s’addormentò; e prese una delle costole di lui e rinchiuse la carne al posto d’essa. E l’Eterno Iddio, con la costola che aveva tolto all’uomo, formò una donna e la menò all’uomo. E l’uomo disse: "Questa finalmente è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo"». (Gen. 2:21-23).

Considerando Adamo ed Eva come una figura, un tipo di Cristo e della Chiesa, vediamo che era necessario che la morte di Cristo fosse un fatto compiuto prima che la Chiesa potesse essere formata, per quanto, secondo il piano di Dio, la Chiesa fosse vista ed eletta in Cristo prima della fondazione del mondo. Vi è una grande differenza fra i segreti disegni di Dio e la rivelazione e l’adempimento di essi. Perché l’intento di Dio, riguardo le parti costituenti la Chiesa, potesse essere realizzato, bisognava che prima il Figliuolo fosse rigettato e crocifisso, che sedesse negli alti luoghi, e che lo Spirito Santo, mandato da lui, scendesse per battezzare i credenti unendoli in un solo corpo. Questo non vuol dire che non vi fossero delle anime vivificate prima della morte di Cristo: Adamo è stato salvato, non ne dubitiamo, e, dopo di lui, migliaia d’altri uomini, in virtù del sacrificio di Cristo, prima ancora che fosse compiuto. Ma la salvezza delle anime individualmente e la formazione della Chiesa per mezzo dello Spirito Santo, come corpo distinto, sono due cose ben diverse; se ne tiene troppo poco conto in pratica. Il posto unico che appartiene alla Chiesa, la sua relazione speciale «col secondo Uomo venuto dal cielo», i privilegi che la distinguono e la dignità di cui è rivestita, se fossero realmente conosciuti e realizzati per lo Spirito Santo, produrrebbero dei frutti meravigliosi (Efesi 5:23-33).

Il tipo che ci è posto dinanzi, ci può dare una idea dei risultati che sarebbero prodotti da una vera intelligenza della posizione della Chiesa e delle sue relazioni con Cristo. Quale affetto doveva aver Eva per Adamo! Che prossimità, che intimità di comunione! In dignità e in gloria era una stessa cosa con lui. Adamo non dominava su di lei, ma con lei. Egli era signore di tutto il creato, Eva era uno con lui. Più ancora, come già l’abbiamo detto, era vista e benedetta in lui. «L’uomo» era l’oggetto dei disegni di Dio e la «donna» era necessaria all’uomo; perciò è stata creata. L’uomo appare per primo e la donna è vista in lui; in seguito è formata quale parte di lui. Nulla, come tipo può essere più interessante e istruttivo nel suo carattere; non già che si possa fondare una dottrina sopra un tipo, ma quando la dottrina si trova pienamente e chiaramente esposta in altre parti della Scrittura, allora siamo preparati per comprendere, apprezzare e ammirare il tipo.

Troviamo nel Salmo 8 una bella descrizione dell’uomo che domina sulle opere di Dio: «Quando io considero i tuoi cieli, opra delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte — che cosa è l’uomo che tu n’abbia memoria. Il figliuol dell’uomo che tu ne prenda cura? Eppur tu l’hai fatto poco minor degli angeli e l’hai coronato di gloria e d’onore. Tu l’hai fatto signoreggiare sulle opere delle tue mani, hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi: pecore e buoi tutti quanti e anche le fiere della campagna; gli uccelli del cielo e i pesci del mare, tutto quel che percorre i sentieri dei mari». Qui l’uomo appare senza che sia menzionata la donna perché la donna è vista nell’uomo.

Non vi è nessuna rivelazione del mistero della Chiesa nell’Antico Testamento. L’apostolo dice espressamente, parlando di questo mistero: «Il quale mistero nelle altre età, non fu dato a conoscere ai figliuoli degli uomini, nel modo che ora, per mezzo dello Spirito è stato rivelato ai santi apostoli e profeti di Lui» (apostoli e profeti del Nuovo Testamento) (Efesi 3:1-11). Perciò nel Salmo 8 è parlato solo dell’uomo, ma sappiamo che l’uomo e la donna sono considerati insieme sotto un solo capo. Tutto questo avrà la sua perfetta realizzazione nei secoli a venire, allorquando il «vero Uomo», «il Signore venuto dal cielo», siederà sul suo trono, e con la Chiesa sua Sposa regnerà sul creato rinnovato. Questa Chiesa è nata dalla tomba di Cristo, fa parte del «suo corpo», «della sua carne e delle sue ossa», Lui il capo, lei il corpo; insieme non fanno che un solo Uomo. La Chiesa, facendo così parte di Cristo, occuperà nella gloria un posto unico. Nessuna creatura fu mai unita ad Adamo come Eva, poiché nessun’altra creatura faceva parte di Adamo stesso. Così anche la Chiesa occuperà il posto più vicino a Cristo nella gloria futura.

Non è soltanto ciò che la Chiesa sarà, ma ciò che essa è che merita la nostra ammirazione. Essa è, attualmente, il corpo di cui Cristo è il capo; è il tempio nel quale Dio abita. Quali non dovremmo noi essere, se tali sono la dignità e la gloria futura di ciò di cui, per la grazia di Dio, facciamo parte! Quello che si addice a noi, assolutamente, è un cammino santo, una vita di devozione a Dio, di separazione per Lui e di santa elevazione. Ci sia dato di afferrare queste cose per la potenza dello Spirito Santo, per avere un sentimento più profondo della condotta e del carattere che sono degni dell’alta vocazione a cui siamo chiamati. «Egli illumini gli occhi del vostro cuore affinché sappiate a quale speranza Egli v’abbia chiamati, qual sia la ricchezza della gloria della sua potenza. La quale potente efficacia della sua forza, Egli ha spiegato in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra nei luoghi celesti, al disopra di ogni principato e autorità e podestà e signoria, e d’ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello a venire. Ogni cosa Egli ha posto sotto ai piedi, e l’ha dato per capo supremo alla Chiesa, che è il corpo di Lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti» (Efesi 1:18-23).

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