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  VITA SOCIALE E FAMILIARE

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VITA SOCIALE E FAMILIARE
di Roberto Bracco
Un cristiano si distingue nel seno della società per le sue particolari caratteristiche che fanno di lui un individuo diverso da tutti gli altri.

Gli uomini, nel mondo, si assomigliano straordinariamente amiche quando sono diversi per il colore della pelle, per le idee politiche o filosofiche ed anche quando hanno religioni differenti: in fondo tutti gli uomini sono uguali nelle opere, nelle aspirazioni, nella mentalità. La grande famiglia umana è strettamente associata dalla legge della corruzione e del peccato.

Potete andare in Asia o in America, potete esaminare i colti e gli incolti, gli evoluti e gli involuti, ma voi troverete le medesime caratteristiche in tutti gli individui.

C’è una sola classe di persone che si differenzia nettamente dal resto dell’umanità e questa è costituita dai cristiani.

Se tu sei cristiano sei diverso da tutti gli altri uomini che vivono nel mondo in conseguenza del fatto che sei stato rigenerato per una potenza spirituale che ti ha fatto uscire fuori dalle comuni leggi che regolano la vita degli uomini. La tua vita è stata trasformata, la tua mente è stata rinnovata e tu hai partecipato la natura divina fino al punto di realizzare la “nuova nascita” prodotta dal seme di Dio.

Nella società e nella famiglia, devi manifestare chiaramente questa differenza: la tua vita deve risplendere della luce della verità e le tue opere devono esprimere interamente la libertà dello Spirito.

Coloro che riescono a vivere nel mondo senza manifestare il proprio cristianesimo, non sono cristiani. Se la loro vita si mescola e si confonde con la vita di tutti gli altri e se la loro personalità sparisce nell’anonimo della società, in conseguenza del fatto che non si distingue dalla personalità degli altri, vuol dire che non sono nati di nuovo, non sono discepoli di Cristo.

In quest’epoca tenebrosa di smarrimento e di amoralità, non è neanche necessario un cristianesimo aggressivo per emergere; anche le caratteristiche, appena accennate, di un cristianesimo autentico, vissuto debolmente, appaiono e risplendono. Se questa luce non si manifesta, vuol dire soltanto che il cristianesimo è “totalmente assente ”

Il cristiano si distingue per la sobrietà e la dignità del suo portamento; il cristiano si distingue per la verità e la rettitudine delle sue parole; il cristiano si distingue per la santità e l’onestà delle sue opere.

L’uomo che manca alla sua parola, che evade dai suoi doveri, che trascende nei suoi modi, che viene meno ai suoi impegni, che è disonesto nelle sue azioni è l’uomo comune che non ha esperimentato e non vive la potenza della redenzione, ma il cristiano è il testimonio dell’opera della grazia che viene proclamata, più che con la predicazione, con la vita pratica dei discepoli del Maestro della perfezione.

Il cristiano commerciante è totalmente diverso da tutti gli altri commercianti, come il cristiano operaio è diverso da tutti gli altri operai. Non soltanto, ambedue, portano, nelle loro attività, la serietà del loro carattere, ma soprattutto l’uno e l’altro fanno risplendere il loro lavoro della luce dell’onestà più scrupolosa e della rettitudine più severa.

Gli appuntamenti, i debiti, gli impegni, vengono considerati dal cristiano alla luce di quella rivelazione interiore che obbliga, sempre, il discepolo di Cristo ad assumersi le proprie responsabilità di figliuolo di Dio.

In altre parole il discepolo di Cristo attraversa il mondo e cammina nel mezzo della società lasciando sempre, al suo passaggio, la scia del profumo di Cristo.

Gli uomini potranno forse dire che i cristiani hanno una concezione spirituale errata, potranno anche dire che sono poveri esaltati o addirittura che costituiscono un pericolo per la società, ma dovranno sempre “vedere” le loro buone opere, cioè la loro vita luminosa, che li differenzia da tutto il resto dell’umanità.

Il cristianesimo è anche ordine; ordine spirituale, ordine morale ed ordine sociale. Il cristiano dunque non soltanto ha una vita ordinata sul piano spirituale e sul piano morale, ma ha anche una vita ordinata sul piano sociale e familiare. L’ordine del cristiano si manifesta, prima che altrove, nella propria persona. Il cristiano benefica gli effetti della legge di Dio anche nella cura della propria persona che è sempre in ordine, sempre pulita, sempre piacevole.

E’ meraviglioso constatare che l’Evangelo ha una potenza capace di raggiungere qualsiasi zona della vita; esso può insegnare ogni cosa e può illuminare ogni individuo. Quando l’Evangelo giunge ai popoli incivili, ai popoli vincolati da condizioni di vita retrogradi, non soltanto li libera dai loro peccati morali, ma li scioglie anche dalle loro abitudini incivili.

L’Evangelo porta l’acqua, il sapone, la pulizia, l’ordine della casa, la cura della persona; rende piacevoli gli individui, accoglienti gli ambienti. Spinge al miglioramento, al conforto, all’igiene. Oggi, molti sedicenti cristiani di paesi progrediti e civili pretendono testimoniare della loro fede senza rinunciare al disordine delle loro persone maleodoranti e alla confusione delle loro case sudice. Essi avviliscono la testimonianza dell’ Evangelo che, oltretutto, è parola di ordine e di civiltà.

Non esistono impedimenti o limitazioni all’ordine, come non esistono impedimenti o limitazione alla moralità. Colui che vuol vivere, nella grazia di Cristo, una vita moralmente sana, può viverla in qualsiasi ambiente e in lotta con qualunque circostanza. Altresì, colui che vuol vivere, alla luce dell’Evangelo, una vita ordinata e sana può viverla anche nel mezzo della miseria più profonda o combattendo con ristrettezze opprimenti.

Abbiamo veduto i tuguri e le capanne di cristiani poveri e proprio in quei luoghi abbiamo potuto vedere la manifestazione della sapienza di Dio e della luce di Dio: l’ordine più perfetto, la pulizia più accurata facevano di quei poveri abituri, luoghi accoglienti che offrivano, insieme alla dolce presenza del Signore, anche l’influenza benefica della Sua parola.

Abbiamo anche visto però lo spettacolo desolante di abitazioni « Così dette cristiane ove mancava un posto per ogni cosa e dove ogni cosa era fuori del proprio posto. Il disordine, il sudiciume, l’aria malsana: tutto, tutto testimoniava contro la professione di fede di coloro che si dichiaravano discepoli del Maestro. Discepoli del Maestro?

Ma se Egli è stato ed è il Maestro dell’ordine, dell’armonia, della bellezza come è possibile che i suoi discepoli siano sporchi e disordinati? Il cristiano si distingue anche nell’ordine, anche nella pulizia perché egli sa portare una nota piacevole e melodiosa di civiltà anche negli ambienti più poveri, anche in mezzo alle condizioni più tristi.

I cristiani, che sono tali soltanto formalmente, dovrebbero riflettere profondamente di fronte a queste dichiarazioni. Dovrebbero cioè cercare di penetrare Sinceramente il cristianesimo mettendo la propria vita in regola davanti a Dio.

Molte e molte case dovrebbero essere vuotate e liberate da mille oggetti inutili che le hanno invase e ridotte nel caos e nel sudiciume; dovrebbero essere radicalmente ripulite e dovrebbero essere mantenute igienicamente sane mediante una manutenzione accurata e costante.

Tutti gli insetti dovrebbero essere sterminati totalmente e, in quei luoghi, ove, purtroppo, indugia ancora la consuetudine di accogliere gli animali domestici in casa, questi dovrebbero essere espulsi e confinati in recinti lontani dall’abitazione.

L’uso dell’acqua e del sapone per le persone e per gli indumenti, intimi o esterni, dovrebbe essere fatto regolarmente e senza parsimonia affinché si “veda” e si “senta” che i cristiani costituiscono un popolo di persone rese civili dall’Evangelo anche in mezzo alle più ostili condizioni di vita.

L’ordine familiare però investe un problema che va anche oltre a quello importantissimo della pulizia e dell’armonia. L’ordine familiare investe il problema della posizione dei diversi membri nella famiglia. Il cristiano risplende anche in questa particolarissima e fondamentale norma di vita.

Il marito è incontrastabilmente il capo della famiglia. Egli si assume i suoi importantissimi compiti direttivi ed accetta le responsabilità relative al sostentamento e alla protezione della famiglia. Egli è anche il sacerdote della casa, il ministro della famiglia e perciò tiene nelle mani il piccolo nucleo sociale per curano come servitore del Signore. Il marito cristiano ama teneramente la propria moglie, ama e cura i figliuoli e guida ordinatamente ed autorevolmente la propria famigliola nei sentieri della verità.

La moglie cristiana è la dolce compagna e la valorosa collaboratrice del marito. Ella è sottoposta affettuosamente, ma anche assolutamente, al capo della famiglia. Le caratteristiche salienti del suo grazioso ministero familiare sono costituite dalla dolcezza, dalla subordinazione, dal rispetto e dall’affetto positivo verso il proprio marito.

Nel seno della famiglia e verso i figliuoli, ella ha un compito che l’impegna come massaia solerte e come madre vigile ed amorosa. Unita al proprio marito e sottomessa rispettosamente a lui, guida la famiglia nel sentiero di Dio. I figliuoli cristiani hanno venerazione per i propri genitori. L’ubbidienza, il rispetto, la sottomissione guidano ed ispirano continuamente i loro rapporti con essi.

In conclusione, la famiglia cristiana rispecchia l’armonia e l’ordine del Creatore dell’Universo il quale ha voluto porre il Suo suggello in tutte le opere compiute per la parola della Sua potenza. Se il marito cede direttiva ed autorità alla moglie, se rifiuta le sue responsabilità e trascura i suoi compiti, non può dichiarare di essere un marito cristiano. E se la moglie è insubordinata, irriverente, arrogante nei confronti del proprio marito, e se pretende di usurpargli autorità e direttiva, e se è indolente e pigra nell’adempimento dei propri doveri familiari, non può professarsi discepola di Cristo.

Le parole non esprimono il cristianesimo; esso è vita vissuta in ogni luogo e in ogni tempo.
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