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  Non abbandonando la comune radu

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teofilo
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030116
Messaggio Non abbandonando la comune radu

Non abbandonando la comune radunanza. Ebrei 10:25
di Roberto Bracco

La Parola di Dio è il più fulgido esempio di equilibrio e di armonia; gli insegnamenti che educano la nostra vita sgorgano in maniera di sollecitarci in tutta la volontà di Dio senza mai spingerci in eccessi pericolosi o in estremismi paralizzanti.

Mentre leggiamo che dobbiamo tener viva la nostra vocazione di testimoni, la nostra attenzione viene attirata da questo passo che ci dice che dobbiamo anche curare la nostra relazione e comunione di figli di Dio. Mentre cioè ci viene detto che dobbiamo essere pronti ad ” uscir fuori”ad “andare ovunque”ci viene anche ricordato che dobbiamo avere del tempo per rimanere ” dentro”e per ” stare uniti”: questa è la vita comunitaria!

Il salmista scriveva, circa 30 secoli fa “è buono e caro che i fratelli dimorino uniti… “ ed anticipava così di 10 secoli l’esortazione contenuta nel nostro testo e che suona perentoria per ogni credente.

Il cristiano deve, assolutamente deve, confrontare, fondere, addizionare la propria esperienza all’esperienza dei fratelli; da questo incontro deriva quell’unità di spirito e quell’opera di edificazione che sono necessarie per tutti e sono necessarie per ognuno.

Non dobbiamo ignorare che Gesù stesso, sempre pronto ad ” andare attorno”o a ” mandare i suoi discepoli”, di tanto in tanto si raccoglieva nell’intimità, esclusivamente con i Suoi, per vivere ore riservate ad una comunione particolare che a ragione poteva essere definita ” comunitaria”. E perché non ricordare che nel giorno stesso dell’Ascensione, mentre illustrava gli ultimi dettagli della grande missione evangelistica, Gesù Cristo raccomandò ai Suoi, avanti ad ogni altra cosa, di raccogliersi in Gerusalemme e di rimanere nell’attesa intima, del Consolatore promesso?

La “comunità” trova una precisa collocazione nel programma di Dio: unisce, prepara, rende i credenti strumenti di scambievole edificazione, determina l’incontro per quei programmi che possono essere assolti soltanto nella collaborazione, agevola l’esercizio dell’amore fraterno, pone tutti su uno stesso banco e davanti ad un medesimo Maestro.

Si, anche tu devi avere una comunità e devi farne parte in maniera integrale ed integrante, devi essere un fratello assieme ai tuoi fratelli, un credente nel mezzo di un popolo di credenti! Non trascurare il popolo di Dio e la vita che sei chiamato a vivere nel seno di esso.

Riepilogo: Il popolo di Dio è il tuo popolo, la tua famiglia; non trascurare il tuo posto fra coloro che Dio ti ha dato.
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