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 ELIU, PREDICATORE DI GIUSTIZIA

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girolamo
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MessaggioELIU, PREDICATORE DI GIUSTIZIA

ELIU, PREDICATORE DI GIUSTIZIA
(Giobbe capp. 32-37)

ELIU, PREDICATORE DI GIUSTIZIA    Image001
Il Personaggio principale della Scrittura è il Signore Gesù Cristo. Egli rimane il nostro esempio, Colui verso il quale deve tendere la nostra condotta e al Quale il nostro carattere si deve conformare. Vi sono, però, dei personaggi la cui esperienza deve essere di stimolo e d’ispirazione per ogni cristiano. Eliu è uno di questi, egli rappresenta un vero esempio di “Uomo di Dio”. Non c’inganni il fatto che fosse giovane, né ci distragga il fatto che non ci risulta abbia compiuto gesta eroiche o gloriosi miracoli. Di lui possiamo conoscere in questi capitoli semplicemente tre cose:
Il suo carattere, il suo rapporto con Dio e il suo messaggio.
In un contesto, come quello attuale, abituato a giudicare le persone in base ai “risultati” o agli encomi ricevuti Eliu non sarebbe “un uomo di successo”. Ma leggendo il suo vibrante messaggio crediamo che egli possa entrare a pieno titolo nel “gran nuvolo di testimoni” della fede.

I. I. IL SUO CARATTERE

1. Il suo nome: Eliu (o Elihu) significa: “Egli è il mio Dio”. Senza voler porre troppa enfasi sul nome, crediamo però che esso ci dia già una preziosa indicazione su che tipo di uomo stiamo prendendo in considerazione. Una vita caratterizzata dal proprio rapporto con Dio è la cosa più auspicabile per un servitore dell’Eterno. Molto più della preparazione culturale o dell’esperienza personale o di qualunque altra capacità! (II Corinzi 3:4-6).

2. Le sue origini. Per quanto riguarda le sue origini la Bibbia lo definisce “Elihu, figliuolo di Barakeel il Buzita, della tribù di Ram”. Quanto dice la Scrittura ci basta per sapere che egli è un uomo reale e non una metafora. Gli studiosi si sono prodigati per conoscere le sue origini e sono giunti a formulare l’ipotesi che egli fosse discendente di Nahor, il fratello di Abraamo (cfr. Genesi 22:21). Vi è, infatti, una parafrasi antica che dice “della tribù di Abramo” ipotizzando che Abraamo si chiamasse prima Ram (alto), poi Abram (padre alto) e poi, per decisione di Dio, Abraham (padre alto di una moltitudine).

3. Le peculiarità del suo carattere. Il carattere di un uomo è sempre difficile da descrivere in pochi punti ma noi, se Dio lo permette, proveremo a “mettere a fuoco” alcuni aspetti per essere sfidati ed edificati dalla riflessione che ne consegue.

a) È paziente. Pur rendendosi conto che gli amici di Giobbe stanno “sparando a salve” egli aspetta che Dio gli fornisca l’occasione di parlare. La capacità di saper aspettare il tempo di Dio è spesso avversata da due nemiche. La prima è la fretta che ci spinge ad agire (e purtroppo a parlare) prima che Dio abbia “aperto la porta”; la seconda, non meno terribile, è la codardia che ci trattiene dall’intervenire con la scusa che “stiamo aspettando Dio” (Giobbe capp. 4-31; 32:11; I Corinzi 13:4; II Timoteo 2:24). Il Signore ci ha stabiliti per dare il cibo “a suo tempo”, siamo fedeli in questo? (cfr. Luca 12:42);

b) È una persona che sa ascoltare gli altri e presta loro attenzione. Noi, a volte, non immaginiamo come il saper ascoltare sia una caratteristica irrinunciabile per chi vuole presentare il Vangelo. Vi sono persone che si ritengono “evangelizzatori” che con la loro esuberanza verbale impediscono ai loro interlocutori di aprirsi. Dio c’insegni a saper ascoltare le persone. Eliu mostrò nel suo discorso di avere ascoltato Giobbe e i suoi amici e annunciò loro la Verità partendo proprio dalle loro stesse parole (32:11, 12; 33:8; 34:5, 9);

c) È un uomo rispettoso. Spesso il fariseismo ha dei proseliti nel nostro tempo. I novelli farisei sono sempre pronti a offendere coloro che essi ritengono peccatori mostrando una totale mancanza di rispetto. Eliu dimostra di essere una persona rispettosa (non servile o pauroso) (32:4, 5; I Pie. 3:15);

d) Possiede e manifesta la virtù dello sdegno. Lo sdegno di Eliu fu fortissimo sia nei confronti di coloro che non erano stati in grado di predicare come si deve (i tre amici di Giobbe) sia nei confronti di Giobbe che si riteneva giusto (32:2, 3). Il rispetto, infatti, non deve farci partecipare al peccato altrui, facendoci diventare loro complici. Anche se ci trovassimo dinanzi alla persona più degna del nostro rispetto non dovremmo mai dimenticare che “tutto il mondo giace nel maligno”. L’apostolo Paolo, pur rispettoso del Governatore romano gli parlò della necessità del ravvedimento (Atti 24:10 e 25). Il vero uomo di Dio non può sopportare e tollerare il peccato! (Abacuc 1:13).

e) È consapevole dei suoi limiti. Si tratta di una caratteristica molto importante e che deve accompagnare le precedenti virtù, che da sole, potrebbero trasformarci in aspri giudici delle altrui debolezze. Eliu è consapevole della sua giovane età e sa di essere un uomo creato da Dio. Egli è fatto d’argilla, non è megalomane ne crede di essere una gran cosa (32:6, 7, 22; 33; 6); Preghiamo come il salmista ...O Eterno, fammi conoscere la mia fine e qual è la misura de’ miei giorni. Fa’ ch’io sappia quanto son frale! (Salmo 39:4);

f) È consapevole della sua forza. “Non essere orgoglioso, ma non sottovalutare la forza che è in te!”. Questo è un consiglio fondamentale per l’uomo di Dio. Le sconfitte vengono quando siamo lontani da questa verità e ciò può accadere quando il nostro rapporto con Dio non è buono. Se, infatti, il nostro rapporto con Dio è buono non saremo orgogliosi sapendo chi e Dio e chi siamo noi e, non saremo depressi perché, pur sapendo quello che noi siamo (cioè “argilla”) sappiamo chi è l’Iddio che serviamo! (32:8, 9; 33: 1-4; 36:4). Eliu non è orgoglioso ma è consapevole che l’unzione di Dio è su di lui!

g) È pieno di ardore per la verità. Eliu non predica per dovere. Il tacere mentre le parole belle e vuote dei predicatori inconcludenti svolazzavano inutili lo aveva fatto star male (32:20). Riusciamo a provare dolore e sofferenza quando Cristo non è predicato come si deve? Eliu ci appare come “una caldaia sotto pressione” che rischia di scoppiare. Egli stesso si definisce “un otre pieno di vin nuovo che sta per scoppiare”. O Signore, donaci un tale ardore per la verità! (32:17-20; Ger. 20:9; At. 17:16);

h) È integro, imparziale, e perciò, scevro da interessi personali. Eliu non si preoccupa delle conseguenze delle sue azioni e non agisce con altro interesse se non quello di difendere la causa della Verità! (32:14, 21, 22; Atti 17:16). A volte, purtroppo, la mancanza delle caratteristiche sopra considerate (sottopunti a-g) sono il sintomo, oltreché di un rapporto sbagliato con Dio, di mancanza di integrità. L’interesse personale è il nemico dell’opera di Dio ed una trappola sempre tesa sul cammino dell’uomo di Dio. Ciò non ci stupisca, la Parola di Dio, infatti mette in guardia da un tale rischio (Filippesi 2:19-21; I Pietro 5:2).

II. IL SUO RAPPORTO CON DIO

ELIU, PREDICATORE DI GIUSTIZIA    Image002
L’epoca in cui viviamo ci ha dato tante possibilità di conoscenza e di istruzione come mai prima ve ne sono state. Ma lo studio umano non potrà mai farci giungere alla conoscenza di Dio. Ciò non significa che noi non dobbiamo “sforzarci di conoscere Dio” ma che dobbiamo imparare a frequentare Dio “nel Suo Santuario” dove si riceve l’illuminazione sulla Verità (cfr. Salmo 73:16, 17). Grazie a Dio noi abbiamo il Suo Figliuolo che ci rivela il Padre e abbiamo la Preziosa Parola di Dio. Approfittiamone sempre di più per “stringere” il nostro rapporto con Lui.
1. Egli conosce Dio. Ciò lo comprendiamo non in maniera diretta (cioè non ce lo dice lui), ma si evince dal suo carattere e dal suo messaggio (che prenderemo in considerazione più avanti). Non ci sarà bisogno di tanto sforzo per comprendere che Eliu è un uomo che ha un profondo senso delle cose sante di Dio. È un uomo timorato di Dio, devoto e sottomesso alla Sua volontà (32:22; 33:4; 37:23);

2. Egli adora Dio (36:24... 37:1...). La conclusione del discorso di Eliu ci mostra l’adoratore dinanzi al suo Dio che stupisce e innalza, esalta, magnifica il suo Dio. Egli è pieno di Dio ed il suo cuore trabocca di adorazione! Signore aiutami ad adorarTi in tale modo!

3. Cosa implica ciò: fermezza di carattere, coraggio per la verità e azione risoluta (Daniele 11:32).

III. IL SUO MESSAGGIO
ELIU, PREDICATORE DI GIUSTIZIA    Image003

I tre amici di Giobbe furono ripresi sia da Eliu (32:12) sia da Dio il Quale disse: “Non avete parlato di me secondo la verità”. Eppure i loro discorsi conoscono momenti di alta oratoria. Come mai Dio li biasima? Evidentemente vi era “qualcosa che non andava” nei messaggeri. Spesso essi dicono le cose giuste, ma le applicano in modo sbagliato (e coi sentimenti sbagliati) a Giobbe. La storia degli amici di Giobbe c’insegna che non basta conoscere e predicare la sana dottrina per essere approvati da Dio e per avere effetto sugli ascoltanti (cfr. Proverbi 26:7, 9). Ci vuole quel “di più” che Eliu mostra di avere. Gli amici di Giobbe “cercavano parole” mentre Eliu è “pieno di parole” (32:15, 18). Ecco perché analizziamo il messaggio dopo aver considerato attentamente l’uomo: in effetti il messaggio e il messaggero debbono divenire una sola cosa. Nel messaggio di Eliu spiccano tre aspetti: il carattere di Dio, la condizione dell’uomo senza Dio e la Grazia di Dio.

1. L’annuncio del Carattere di Dio. Se volessimo esaminare approfonditamente tutti gli aspetti del carattere di Dio descritti da Eliu nel suo messaggio il tempo non ci basterebbe. Proviamo a considerarne alcuni.

a) a) Dio è il Creatore (32:22; 33:4); Dio è Onnipotente (32:Cool; Dio è Buono (34:9; 37:14); Dio è Onnisciente 34:21-25); Dio è Sovrano (33:13; 34:13); Dio è Santo (34:10); Dio è Giusto (34:11, 12, 17); Dio è Misericordioso e Pietoso (33:24); Dio è Spirito (33:4; 34:13); Dio è Imperscrutabile (36:26; 37:22);

b) b) La nostra missione di annunciare il carattere di Dio è facilitata perché “Iddio ...in questi ultimi giorni ha parlato a noi mediante il suo Figliuolo”. E non solo ma Egli ci ha anche dato la preziosa comunione e potenza del Suo Spirito. Guardiamo il messaggio di Pietro a Pentecoste e vediamo come esso sia pieno di Dio e di Cristo. (Confrontiamo anche tutti i messaggi del libro degli Atti 3:12-26; 7:1-53; 10:34-43; 13:16-41; 17:22-31 eccetera).

2. L’annuncio della condizione dell’uomo. La condizione dell’uomo che è lontano da Dio è descritta da Eliu in tutta la sua tragicità. Egli non cerca di “indorare la pillola” ma è chiaro e preciso nella denunzia del peccato. Alcuni (purtroppo molti) messaggi evangelistici di oggi sono “pieni dell’uomo”, dei suoi problemi e delle sue necessità ma sono senza Dio. Preghiamo che i nostri messaggi siano “pieni di Dio” poiché solo Lui può cambiare l’uomo! Solo l’Evangelo di Dio e del Suo Figliuolo è la potenza per la salvezza di ogni credente! (Romani 1:1, 9, 16, 17 ; Giovanni 3:16). Nel messaggio di Eliu sono descritti:

c) c) la fragilità dell’uomo (33:6); la superbia dell’uomo ed il suo stato di perdizione (33:17, 18); la totale incapacità dell’uomo di conoscere Dio coi suoi sforzi (36:26; 37:21); l’uomo è nelle tenebre della morte e del peccato (33:30); l’uomo è colpevole dinanzi a Dio (34:23); l’inutilità della giustizia umana (35:7); l’uomo non può presentarsi dinanzi a Dio di sua propria iniziativa (37:20).

3. L’annuncio della grazia e della misericordia di Dio. Solo dopo avere presentato le perfezioni di Dio e di conseguenza l’impossibilità di salvezza per l’uomo naturale, solo allora si può presentare la Grazia e la Misericordia di Dio. In tutto il discorso di Eliu vi è speranza per il perduto ma nel capitolo 33:14-30 troviamo una preziosa descrizione dell’Opera di Dio per la salvezza dell’uomo:

d) d) Dio parla all’uomo in molti modi (vv. 14, 15); Dio apre loro gli orecchi e li ammonisce (v. 16); lo scopo di Dio non è quello di perdere ma di salvare (vv. 17, 18); Dio si usa di messaggeri (v. 23); Dio è misericordioso (v. 24); Dio procura il riscatto (vv. 24, 28); Dio rigenera l’uomo (v. 25); Dio è propizio all’uomo (v. 25); Dio “considera giusto” l’uomo (v. 26);

e) e) è meraviglioso vedere come questa pagina della Scrittura sia piena di Dio: del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. L’Iddio Unico e Trino che s’adopera per la salvezza dei peccatori. Ciò ci rivela, una volta di più, che il piano della redenzione è nella mente di Dio “prima della fondazione del mondo”;

a) f) qualcuno ha individuato sette aspetti essenziali della vera conversione e ve li voglio elencare. Essi sono: la crisi (vv. 19-22); l’illuminazione (vv. 23, 24); la rigenerazione (v. 25); la preghiera (v. 26a); il senso della presenza divina (v. 26b); il senso della riconciliazione (v. 26c); la testimonianza (vv. 27, 28). Se non vi sono tutte queste caratteristiche siamo autorizzati a dubitare di una conversione.

Il messaggio di Eliu “aprì la strada” all’intervento personale di Dio che portò al ravvedimento ed alla riabilitazione di Giobbe. I risultati non furono di Eliu ma di Dio. Possano, i nostri messaggi, essere di quelli che “aprono la via” all’intervento di Dio per la ristorazione delle anime.

In Cristo Gesù troviamo nella massima espressione le caratteristiche che abbiamo individuato in questo testimone della fede. Dio ci aiuti a crescere per giungere alla statura di Cristo e faccia si che il nostro carattere ed il nostro messaggio siano contrassegnati da una profonda comunione con Lui. Desideriamo tutti che il “Padre, dal quale ogni famiglia ne’ cieli e sulla terra prende nome” ci “dia, secondo le ricchezze della sua gloria, d’esser potentemente fortificati mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei nostri cuori”? Alleluia! il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo con noi, in noi e per noi! solo così possiamo essere uomini di Dio nel nostro tempo.


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